In Italia sono ancora troppo poche le donne che partecipano attivamente al mondo del lavoro (meno del 50%), e che contribuiscono all’economia digitale. Eppure nella top 10 dei lavori emergenti la tecnologia è predominante.
Includere sempre più donne in percorsi di studio e lavoro tecnici e scientifici diventa allora fondamentale: da un lato per accrescere il numero di professionisti competenti che possono contribuire alla crescita del nostro Paese, dall’altro per consentire a sempre più donne di accedere a percorsi professionali remunerativi e di sicuro interesse per il mercato del lavoro di domani.
Ma, a cosa è dovuta la disparità di genere nel mondo STEM e quali azioni stiamo facendo in Italia per eliminarla?
Ne ha parlato Costanza Turrini – membro del Consiglio di Amministrazione di Officina Futuro Fondazione MAW e ideatrice del progetto– nel suo intervento allo Strategy Innovation Forum, l’unico think tank italiano sul tema dell’innovazione strategica organizzato dalla Ca’ Foscari, di cui MAW è stato ancora una volta premium partner.
Il Forum ha coinvolto numerosi imprenditori, manager, professionisti, accademici e policy makers che hanno analizzato in diversi panel gli impatti dell’Intelligenza Artificiale e della Blockchain sui modelli di business.
Nell’ambito della sessione relativa agli impatti su “Labour & Welfare 4.0”, C. Turrini ha presentato Girls Code It Better, il progetto della Fondazione MAW che ha l’obiettivo di avvicinare le ragazze delle scuole secondarie di primo e secondo grado alle discipline STEM, attraverso club pomeridiani di progettazione, creatività e tecnologia digitale.
“Dobbiamo tornare indietro, nella formazione – ha spiegato Turrini - Uno stereotipo nel mondo dell’istruzione è che le donne siano naturalmente portate per le materie umanistiche, mentre gli uomini per le materie scientifiche.
Questo stereotipo incide sulle scelte nei percorsi scolastici e professionali di uomini e donne, perché incide sulle loro performance. I maschi hanno davvero risultati migliori in matematica e scelgono quindi percorsi di studio scientifici, ma non esiste nessuna base biologica perché sia così.
Con la Fondazione MAW abbiamo provato a realizzare un contesto più inclusivo, in cui le ragazze possano sperimentare le materie scientifiche, perché è da lì che parte la scelta di frequentare università ad indirizzo scientifico, di avvicinarsi al digitale e anche di prendere in considerazione percorsi lavorativi interessanti per il mercato del lavoro futuro. Dobbiamo iniziare a ragionare su una “squadra al completo”.
Così abbiamo creato il progetto GCIB per avvicinare le ragazze all’ambito STEM. Con GCIB andiamo nelle scuole e organizziamo dei club pomeridiani in cui le ragazze lavorano alla realizzazione con schede elettroniche, automazione, progettazione, modellazione e stampa 3D, Web Design e Web Development, programmazione app e gaming, realtà virtuale e aumentata.
Quest’anno ci saremo ancora, con molti più laboratori e se necessario li realizzeremo online, col lockdown li abbiamo realizzati a distanza e le ragazze hanno lavorato benissimo.
GICB è un progetto doppiamente inclusivo, perché andando nelle scuole secondarie di primo grado riusciamo a coinvolgere anche le ragazze che provengono dai contesti più fragili.”
Per scoprire il progetto tutto rosa della Fondazione MAW, clicca qui: www.girlscodeitbetter.it
Per ascoltare l’intervento completo di Costanza Turrini clicca qui: https://drive.google.com/file/d/1w8tAG1wky2zbNuCZVYLPDwKn_JEcqhvK/view?usp=sharing
Per ascoltare anche gli interventi degli altri relatori, guarda la registrazione streaming sul canale youtube dello Strategy Innovation Forum.: https://youtu.be/TWDIU2kBH5E